Diavolo / demonio
Il diavolo in sogno di solito non annuncia nulla di soprannaturale: dà un volto a una tentazione, a un senso di colpa o a una parte di sé che si fa fatica ad accettare. Spaventarsi racconta il conflitto; parlarci con calma, la voglia di guardare in faccia quello che si teme.
- Il diavolo in sogno dà un volto a una tentazione, a un senso di colpa o a una parte di sé difficile da accettare.
- Spaventarsi racconta il conflitto; parlarci con calma, la voglia di guardare in faccia ciò che si teme.
- Nella Smorfia i diavoletti sono il 77, che nel sito accompagna la scheda delle gambe.
Le varianti più comuni
Il diavolo che ti insegue
Una colpa o una tentazione da cui stai cercando di scappare invece di affrontarla.
Parlare con il diavolo
Un patto o una scelta che ti tenta ma di cui non sei del tutto convinto.
Essere posseduti
La sensazione di non avere il controllo: emozioni forti o abitudini che sembrano decidere al posto tuo.
Scacciare il diavolo
Il desiderio di liberarti di un peso, di un'influenza o di un pensiero che ti fa male.
Il diavolo con il volto di una persona nota
Un rapporto che senti pericoloso o una persona di cui non ti fidi.
Domande da porsi
- Che cosa mi tenta e insieme mi fa sentire in colpa?
- Quale parte di me faccio fatica ad accettare?
- Da chi o da che cosa mi sento minacciato in questo periodo?
Domande frequenti
Cosa significa sognare il diavolo?
Di solito dà un volto a una tentazione, a un senso di colpa o a una parte di sé che si fa fatica ad accettare: non è un presagio.
Sognare il diavolo è un brutto segno?
No: è un'immagine forte che parla di conflitti interiori. Se questi incubi tornano spesso e ti tolgono il sonno, vale la pena parlarne con il medico.
Che numero è il diavolo nella Smorfia?
Nella Smorfia classica i diavoletti ('e riavulille) sono il 77, che nel sito è legato alla scheda delle gambe: per questo questa scheda non indica un numero.
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Fonti e limiti
- Freud: L'interpretazione dei sogni, 1899.
- Jung: L'uomo e i suoi simboli, 1964.
- Scienza del sonno: Hobson e McCarley (attivazione-sintesi, 1977); Hall e Van de Castle, Domhoff (teoria della continuità).
Sono letture generali, scritte e rilette da una persona: aiutano a riflettere, ma non sostituiscono un percorso con uno psicologo e non prevedono il futuro. Metodo e fonti