I sogni dei bambini: incubi, terrori notturni e sonnambulismo
Un pianto improvviso nel cuore della notte, un bambino che urla con gli occhi aperti e non ti riconosce, un altro che cammina per casa addormentato: per un genitore sono momenti che spaventano. Quasi sempre, però, fanno parte del normale sviluppo del sonno. Ecco che cosa sognano i bambini, come distinguere un incubo da un terrore notturno, che cosa fare nel sonnambulismo e quando è il caso di parlarne con il pediatra.
- Gli incubi avvengono nel sonno REM, di solito verso il mattino: il bambino si sveglia, ricorda il sogno e ha bisogno di essere consolato.
- I terrori notturni e il sonnambulismo avvengono nel sonno profondo, nella prima parte della notte: il bambino non è sveglio e al mattino non ricorda nulla.
- Sono comuni e di solito passano crescendo; se sono molto frequenti, pericolosi o si accompagnano a russamento e stanchezza di giorno, è bene sentire il pediatra.
Cosa sognano i bambini
I sogni crescono insieme ai bambini. Nei più piccoli sono brevi e semplici, spesso immagini isolate, animali, scene di casa; con gli anni diventano vere storie, con personaggi che parlano e il bambino stesso come protagonista. Le ricerche sul sogno nell'infanzia, come quelle di David Foulkes, mostrano che i sogni seguono lo sviluppo della mente: man mano che il bambino impara a immaginare e a raccontare, anche i suoi sogni si arricchiscono.
Gli animali sono tra i protagonisti più frequenti, soprattutto nei bambini piccoli: a volte amici, a volte mostri da cui scappare. Tornano anche le figure di casa, la scuola, i compagni, i personaggi dei cartoni. Come per gli adulti, i sogni raccontano la vita di ogni giorno e le emozioni che la accompagnano: una novità, un litigio, la nascita di un fratellino, l'inizio della scuola.
Gli incubi: come consolare
Gli incubi sono frequenti nell'infanzia, soprattutto tra i 3 e i 10 anni. Arrivano di solito nella seconda parte della notte, durante il sonno REM. Il bambino si sveglia spaventato, cerca un adulto e spesso sa raccontare che cosa ha sognato: mostri, buio, essere inseguito, perdersi.
- Consola e rassicura: abbraccialo, parlagli con voce calma, ricordagli che era un sogno e che sei lì.
- Non sminuire la paura: per lui era vera. Meglio dire «ho capito che ti sei spaventato» che «non è niente».
- Il giorno dopo, se vuole, parlatene: disegnare il sogno, cambiargli il finale o inventare insieme un modo per sconfiggere il mostro aiuta a sentirsi più forte.
- Cura la sera: routine tranquilla, niente schermi e storie paurose prima di dormire, una lucina se il buio fa paura.
La guida sugli incubi spiega in dettaglio perché li facciamo e le tecniche che aiutano a farli diminuire, anche negli adulti.
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Racconta il sogno al GenioI terrori notturni: non svegliarlo
I terrori notturni, chiamati anche pavor nocturnus, spaventano molto i genitori ma non sono incubi. Avvengono nel sonno profondo, di solito nelle prime ore dopo l'addormentamento, più spesso tra i 3 e gli 8 anni. Il bambino si siede di colpo, urla, piange, ha il cuore che batte forte e gli occhi aperti, ma non è sveglio: non risponde, non riconosce chi ha vicino e può respingere l'abbraccio. Dopo qualche minuto si calma e torna a dormire; al mattino non ricorda nulla.
- Non cercare di svegliarlo: di solito l'episodio si allunga e il bambino si agita di più.
- Resta vicino e controlla che sia al sicuro: sposta oggetti con cui potrebbe farsi male e aspetta che passi.
- Non chiedergli niente il giorno dopo: non ricorda e potrebbe preoccuparsi inutilmente.
- Fai attenzione al sonno: i terrori notturni aumentano con la stanchezza, gli orari irregolari, la febbre e i periodi di cambiamento. Andare a letto un po' prima spesso aiuta.
Il sonnambulismo: sicurezza prima di tutto
Anche il sonnambulismo nasce nel sonno profondo, nella prima parte della notte, ed è comune nei bambini in età scolare. Il bambino si alza, cammina, a volte parla o fa gesti abituali, con gli occhi aperti ma lo sguardo assente. Di solito torna a letto da solo e al mattino non ricorda nulla. Spesso c'è un genitore che da piccolo faceva lo stesso, e quasi sempre passa con l'adolescenza.
- Rendi la casa sicura: chiudi a chiave porte e finestre, metti un cancelletto in cima alle scale, evita i letti a castello in alto, togli oggetti pericolosi dal percorso.
- Riaccompagnalo a letto con calma: guidalo con la voce e con la mano, senza svegliarlo bruscamente e senza sgridarlo.
- Regolarità e riposo: come per i terrori notturni, la stanchezza e il sonno irregolare rendono gli episodi più frequenti.
Quando sentire il pediatra
Nella grande maggioranza dei casi incubi, terrori notturni e sonnambulismo sono fasi normali dello sviluppo e passano da soli. È bene parlarne con il pediatra se gli episodi sono molto frequenti o durano a lungo, se il bambino rischia di farsi male, se compaiono per la prima volta in un ragazzo più grande, se gli episodi sono sempre uguali o con movimenti strani, oppure se il bambino russa forte, respira male di notte o è molto stanco e irritabile di giorno: a volte dietro un sonno disturbato c'è un problema che si può curare.
Conviene parlarne anche quando gli incubi seguono un evento difficile, come un lutto, una separazione o uno spavento, e il bambino resta pauroso o cambiato anche di giorno: il pediatra può consigliare un sostegno adatto alla sua età.
Se i sogni del bambino ti incuriosiscono, puoi esplorarli insieme nel dizionario dei sogni: le schede del mostro, del buio e dell'essere inseguiti raccontano i sogni più comuni dell'infanzia.
Fonti
- David Foulkes, Children's Dreaming and the Development of Consciousness, 1999.
- Tore Nielsen e Ross Levin, «Nightmares: a new neurocognitive model», Sleep Medicine Reviews, 2007.
- Ernest Hartmann, The Nightmare: The Psychology and Biology of Terrifying Dreams, 1984.
Domande frequenti
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