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Glossario dei sogni: le parole del sonno e dei sogni spiegate semplici

Aggiornato il 8 ottobre 2026 5 min di lettura

Chi legge di sogni incontra presto parole difficili: sonno REM, pavor nocturnus, contenuto latente, archetipi, ipotesi della continuità. Qui le abbiamo raccolte e spiegate in poche righe, divise per argomento: il sonno, i tipi di sogni, la psicologia del profondo, le teorie scientifiche e la tradizione. Ogni voce rimanda alla guida o alla scheda del dizionario dove trovi tutti i dettagli.

In breve
  • Il sonno REM è la fase dei sogni più vividi; nel sonno profondo nascono invece terrori notturni e sonnambulismo.
  • Freud parlava di contenuto manifesto e latente, Jung di archetipi, ombra e inconscio collettivo.
  • La ricerca di oggi studia i sogni con l'ipotesi della continuità, l'attivazione-sintesi e la simulazione della minaccia.

Il sonno

  • Ciclo del sonno: la sequenza di fasi che si ripete più volte ogni notte, di solito ogni novanta minuti circa, dal sonno leggero a quello profondo fino al sonno REM.
  • Sonno REM: la fase dei movimenti oculari rapidi (in inglese Rapid Eye Movement). Il cervello è attivo quasi come da svegli, i muscoli sono bloccati e i sogni sono lunghi, vividi e ricchi di storia. Le fasi REM si allungano verso il mattino. Vedi perché sogniamo.
  • Sonno NREM: tutte le fasi diverse dal REM, dal sonno leggero dell'addormentamento al sonno profondo. Anche qui si sogna, ma in modo più breve e frammentato.
  • Sonno profondo: la fase NREM più profonda, detta anche sonno a onde lente, più presente nella prima parte della notte. È il momento dei terrori notturni e del sonnambulismo.
  • Atonia muscolare: il blocco dei muscoli durante il sonno REM, che impedisce di «recitare» i sogni. Quando la mente si sveglia prima che il blocco finisca si ha la paralisi del sonno.
  • Rimbalzo REM: dopo notti dormite poco, o dopo aver sospeso alcol o cannabis, il sonno REM torna più lungo e intenso, con sogni molto vividi. Vedi sogni vividi.
  • Stato ipnagogico: il dormiveglia dell'addormentamento, con immagini, voci e sensazioni che arrivano da sole. Lo stato ipnopompico è il dormiveglia del risveglio.
  • Scossa ipnica: il sussulto improvviso mentre ci si addormenta, spesso con la sensazione di cadere o di inciampare. È comune e innocuo. Vedi la scheda cadere.

Tipi di sogni ed esperienze notturne

  • Sogno lucido: il sogno in cui ci si accorge di sognare, e a volte si riesce a guidarlo. Vedi sogni lucidi.
  • Incubo: un sogno angosciante che sveglia, di solito nel sonno REM della seconda parte della notte; al risveglio lo si ricorda. Vedi incubi.
  • Terrore notturno (pavor nocturnus): un risveglio parziale dal sonno profondo con urla, agitazione e paura intensa, senza ricordo al mattino. Più frequente nei bambini. Vedi sogni dei bambini.
  • Paralisi del sonno: svegliarsi senza riuscire a muoversi per qualche secondo o minuto, a volte con la sensazione di una presenza nella stanza. Spaventa, ma non è pericolosa. Vedi paralisi del sonno.
  • Falso risveglio: sognare di essersi svegliati, alzati e magari preparati per la giornata, mentre si sta ancora dormendo.
  • Sogno ricorrente: un sogno che torna uguale o quasi più volte, spesso nei periodi di stress. Vedi sogni ricorrenti.
  • Sogno premonitore: un sogno che sembra annunciare un fatto futuro. Non ci sono prove che i sogni vedano il futuro. Vedi sogni premonitori.
  • Sonnambulismo: alzarsi e camminare durante il sonno profondo, senza esserne consapevoli. Sonniloquio: parlare nel sonno, molto comune e innocuo.

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Psicologia del profondo: Freud e Jung

  • Inconscio: per Freud la parte della mente che contiene desideri, ricordi e conflitti che non riconosciamo da svegli, e che nei sogni trovano un modo per esprimersi.
  • Contenuto manifesto e latente: per Freud il sogno ha una storia che ricordiamo (manifesta) e un significato nascosto (latente), che l'interpretazione cerca di ritrovare.
  • Lavoro onirico: i modi con cui la mente trasforma il significato nascosto nella storia del sogno, per esempio la condensazione (più persone o idee fuse in una sola immagine) e lo spostamento (un'emozione trasferita su un dettaglio secondario).
  • Appagamento di desiderio: l'idea centrale di Freud, secondo cui ogni sogno realizza, in forma mascherata, un desiderio.
  • Inconscio collettivo: per Jung uno strato profondo della mente comune a tutti gli esseri umani, da cui nascono immagini simili in miti, fiabe e sogni di culture diverse.
  • Archetipo: per Jung un'immagine universale dell'inconscio collettivo, come la madre, il vecchio saggio, l'eroe, il bambino divino. Vedi il tema esseri fantastici.
  • Ombra: per Jung la parte di noi che non vogliamo vedere, spesso rappresentata nei sogni da un inseguitore, un nemico o una figura minacciosa. Vedi la scheda essere inseguiti.
  • Anima e animus: per Jung l'immagine interiore del femminile nell'uomo e del maschile nella donna, che nei sogni compare spesso come una figura sconosciuta e affascinante.
  • Individuazione: per Jung il percorso con cui una persona diventa pienamente se stessa, integrando le parti di sé che i sogni portano alla luce.

Le teorie scientifiche

  • Ipotesi della continuità: i sogni riflettono in gran parte la vita da svegli, con le stesse persone, preoccupazioni e interessi. È sostenuta dalle grandi raccolte di sogni di Calvin Hall, Robert Van de Castle e G. William Domhoff.
  • Attivazione-sintesi: la teoria di J. Allan Hobson e Robert McCarley (1977), secondo cui nel sonno REM il cervello produce segnali in parte casuali e la mente li «cuce» in una storia.
  • Simulazione della minaccia: l'ipotesi di Antti Revonsuo (2000), secondo cui i sogni, e soprattutto gli incubi, servirebbero ad allenarsi ad affrontare i pericoli.
  • Consolidamento della memoria: l'insieme delle ricerche che mostrano come il sonno aiuti a fissare e riorganizzare i ricordi; i sogni potrebbero esserne un riflesso.
  • Analisi del contenuto: il metodo con cui i ricercatori classificano personaggi, emozioni e azioni di migliaia di sogni per confrontarli tra persone, età e culture.
  • Diario dei sogni: il quaderno in cui si annotano i sogni al risveglio; è uno strumento della ricerca e il modo più semplice per ricordarli meglio. Vedi come ricordare i sogni.

La tradizione

  • Oniromanzia: l'antica arte di leggere i sogni come presagi, diffusa dall'Egitto alla Grecia fino alle tradizioni popolari di oggi.
  • Smorfia napoletana: la tradizione che associa sogni, persone e cose ai numeri da 1 a 90. Vedi i 90 numeri e la storia della Smorfia.
  • Tombola: il gioco natalizio napoletano in cui i numeri vengono chiamati con le voci della Smorfia. Vedi la tombola napoletana.
  • Legami continui: la teoria della psicologia del lutto secondo cui mantenere un legame interiore con chi non c'è più è normale e spesso sano; i sogni dei defunti ne sono una parte. Vedi sognare i defunti.

Per le singole immagini dei sogni c'è il dizionario dei sogni, con le letture di Freud, Jung e della ricerca sul sonno per oltre seicento simboli, raccolti in venti temi.

Fonti

  1. Sigmund Freud, L'interpretazione dei sogni (Die Traumdeutung), 1899.
  2. Carl Gustav Jung e collaboratori, L'uomo e i suoi simboli (Man and His Symbols), 1964.
  3. Calvin S. Hall e Robert L. Van de Castle, The Content Analysis of Dreams, 1966.
  4. G. William Domhoff, The Scientific Study of Dreams, 2003.
  5. J. Allan Hobson e Robert W. McCarley, «The brain as a dream state generator: an activation-synthesis hypothesis of the dream process», American Journal of Psychiatry, 1977.
  6. Antti Revonsuo, «The reinterpretation of dreams: an evolutionary hypothesis of the function of dreaming», Behavioral and Brain Sciences, 2000.
  7. Dennis Klass, Phyllis R. Silverman e Steven Nickman (a cura di), Continuing Bonds: New Understandings of Grief, 1996.

Domande frequenti

È la fase del sonno con movimenti oculari rapidi, in cui il cervello è molto attivo e i muscoli sono bloccati. È il momento dei sogni più vividi, e si allunga verso il mattino.
L'incubo avviene nel sonno REM, sveglia e si ricorda; il terrore notturno avviene nel sonno profondo, con urla e agitazione, e al mattino non si ricorda nulla.
Immagini universali dell'inconscio collettivo, come la madre, l'eroe o il vecchio saggio, che compaiono in miti, fiabe e sogni di culture diverse.
L'idea, sostenuta da decenni di ricerche sui sogni, che i sogni riflettano in gran parte la vita da svegli: le stesse persone, preoccupazioni e interessi.

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